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Vannacci-Rizzo, è guerra nell’area sovranista: parte la corsa agli iscritti

Si apre la battaglia nell’area sovranista: Marco Rizzo punta sui comitati in uscita dall’orbita di Vannacci e presenta un progetto fondato su sovranità, lavoro, identità, sicurezza e critica alla globalizzazione

di Fabrizio Gerolla giovedì 1 ottobre 2026 · ore 10:20
Vannacci-Rizzo, è guerra nell’area sovranista: parte la corsa agli iscritti

Marco Rizzo accelera e tenta di trasformare l’ultima scossa nell’area sovranista in un’operazione politica nazionale. Il leader di Italia Domani sta preparando il congresso fondativo del movimento, in programma sabato 3 ottobre a Roma, e nelle ultime ore ha rivendicato nuovi contatti con gruppi e militanti provenienti dall’area che fa riferimento a Roberto Vannacci.

Secondo quanto riferito dallo stesso Rizzo, il movimento starebbe registrando un travaso di iscritti. Il nucleo principale sarebbe rappresentato da circa 550 iscritti intenzionati a lasciare il percorso politico di Vannacci per passare con Rizzo.

I comitati coinvolti provengono soprattutto dal Piemonte. Tra gli aderenti figurerebbero i gruppi di Cavallermaggiore, Cavallerleone, Sanfrè, Corneliano d’Alba, Macra-Valle Maira, Casteldelfino-Valle Varaita, Alba, Montaldo Mondovì, Borgo San Dalmazzo, Moretta, Bra, Caramagna e Rocca de’ Baldi. Uno dei principali promotori del progetto sarebbe Giovanni Seia, ex tessera numero 423.

Ma l’interesse non si fermerebbe al Piemonte. Rizzo cita anche realtà del centro e del sud Italia: Massimo Perrone a Latina con 98 iscritti, Federico Paolucci a Benevento con circa 40 iscritti e Giuseppe Pantano di Siracusa.

Il messaggio politico è netto. Rizzo attacca Vannacci sostenendo che la sua posizione non sarebbe più compresa da una parte della base e che il generale continuerebbe a muoversi dentro una contrapposizione destra-sinistra che, a suo dire, sarebbe ormai superata.

“Da Cuneo a Latina sino a Benevento ci cercano perché considerano il Generale funzionale alla sinistra globalista e neoliberista”, afferma Rizzo, che rilancia: “Noi siamo una cosa diversa. Non siamo Vannacci e non siamo neppure una sua costola. Noi siamo Italia Domani”.

L’obiettivo è chiaro: costruire un punto di raccolta per chi non si riconosce più nel percorso politico del generale e offrire una piattaforma nazionale alternativa.

Il congresso di sabato sarà il primo banco di prova. Italia Domani presenterà il proprio programma articolato in sette capitoli: pace, neutralità e sovranità; identità, scuola e cultura; lavoro, impresa e moneta sovrana; sanità pubblica e Stato sociale; casa, famiglia e natalità; sicurezza, confini e legalità; controllo nazionale delle risorse.

Sul piano internazionale, il movimento propone un’Italia neutrale, lo stop all’invio di armi all’Ucraina, la fine delle sanzioni alla Russia e il superamento degli attuali schemi di Unione Europea, NATO e OMS.

Sul fronte economico, Italia Domani punta su aumento dei salari, riduzione delle tasse, difesa delle piccole e medie imprese, moneta sovrana complementare (SIRE), no all’euro digitale e tutela costituzionale del contante, oltre al ritorno dell’intervento dello Stato nell’economia.

Nel capitolo sociale, il movimento insiste su una sanità pubblica forte e accessibile, detassazione delle pensioni, sostegno a persone con disabilità e caregiver e misure per casa, famiglia e natalità.

Sull’immigrazione, la linea è quella del controllo dei confini e del blocco dei flussi in base alla capacità demografica e sociale dell’Italia. Sul piano culturale, Rizzo rivendica il rifiuto dell’“ideologia woke” e la difesa delle radici laiche e cristiane.

Il congresso si terrà presso Spazio Novecento di Roma Eur, in piazza Guglielmo Marconi 26/B, dalle 14.30. Sarà il primo banco di prova per capire se i numeri annunciati riusciranno a trasformarsi in organizzazione e presenza territoriale. Per Rizzo, la partita è appena cominciata: conquistare consensi anche nell’area sovranista tradizionalmente legata a Vannacci.

FG
Firma Fabrizio Gerolla