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Delfin aderisce all'Opas di Intesa su Mps: in palio il futuro del sistema bancario italiano

Delfin aderisce all'Opas di Intesa su Mps, influenzando il futuro del sistema bancario italiano. Scopri i dettagli dell'operazione e le sue implicazioni.

di Redazione ControPagina lunedì 5 ottobre 2026 · ore 17:02
Delfin aderisce all'Opas di Intesa su Mps: in palio il futuro del sistema bancario italiano
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

Delfin ha deciso di aderire all'Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (Opas) di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena, mettendo sul piatto il proprio 17,6% del capitale (534.676.825 azioni). La holding della famiglia Del Vecchio si è inoltre impegnata a partecipare all'assemblea ordinaria e straordinaria di Mps convocata per il 29 ottobre, votando in linea con le condizioni dell'offerta. È quanto riportano policymakermag.it e finanza.repubblica.it.

La decisione arriva dopo il rilancio dell'offerta da parte di Intesa Sanpaolo, che ha aumentato la componente cash da 1 euro a 1,25 euro per azione Mps, mantenendo invariato il rapporto di concambio a 1,6 azioni di nuova emissione di Intesa per ogni azione Mps portata in adesione. Complessivamente, l'offerta si traduce in circa 10,341 euro per azione Mps, contro un valore di 8,970 euro segnato dal titolo lo scorso 5 giugno. In caso di adesione totalitaria, l'operazione avrebbe un valore complessivo di circa 31,4 miliardi di euro.

Intesa Sanpaolo ha subordinato l'efficacia dell'Opas all'esito di alcune votazioni che si terranno nell'assemblea del 29 ottobre, tra cui quelle relative alle operazioni su Banco BPM e Banca Generali, agli aumenti di capitale e alla riduzione volontaria del capitale sociale. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze non parteciperà al voto, mentre Banco BPM dovrebbe astenersi sulle questioni che lo riguardano direttamente.

Con il suo 17,6%, Delfin è il principale azionista individuale di Mps, davanti ad altri grandi soci come il gruppo Caltagirone (10,26%), il Ministero dell'Economia e delle Finanze (4,86%), BlackRock (4,66%) e Banco BPM (3,74%). La sua scelta rafforza dunque il fronte favorevole all'Opas di Intesa, mentre resta ancora da definire la posizione degli altri azionisti rilevanti.

La partita riguarda non solo il controllo del Monte dei Paschi, ma anche il futuro assetto del settore bancario italiano. In campo ci sono infatti due progetti industriali contrapposti: da una parte l'Opas di Intesa, che punta all'integrazione della banca senese nel proprio gruppo; dall'altra il piano di Mps, guidato dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio, che prevede una crescita attraverso operazioni su Banco BPM e Banca Generali.

Fonti

RC
Firma Redazione ControPagina