Conte contro il riarmo, ma con lui la spesa militare è aumentata del 20%
Conte critica il riarmo, ma la spesa militare è aumentata del 20% durante il suo mandato. Scopri le contraddizioni della sua posizione.
Giuseppe Conte, protagonista dell'assemblea del Movimento 5 Stelle a Milano il 20 settembre 2026, ha assunto negli ultimi mesi una posizione di opposizione alle politiche di riarmo e al sostegno militare all'Ucraina, criticando il governo di Giorgia Meloni e cercando di mettere in difficoltà Elly Schlein, leader del centrosinistra.
Tuttavia, durante il suo mandato come presidente del Consiglio, la spesa militare in rapporto al PIL è aumentata: dal 1,2% nel giugno 2018 al 1,58% alla fine del suo mandato, con un aumento in termini assoluti da 21,7 miliardi a 26,4 miliardi di euro (circa +20%). Dopo il suo mandato, la spesa è aumentata ulteriormente a poco meno di 30 miliardi di euro, con un calo del rapporto spesa/PIL all'1,50% a causa della ripresa economica post-pandemia.
Conte ha mantenuto gli impegni assunti dai governi precedenti riguardo alla spesa per la difesa. Nel settembre 2014, Matteo Renzi si era impegnato a portare la spesa per la difesa al 2% del PIL durante un vertice NATO. Conte ha partecipato al vertice NATO di Bruxelles nel 2018, confermando l'impegno di aumentare la spesa militare, nonostante le pressioni del presidente statunitense Donald Trump per un ulteriore aumento.
Nel corso del vertice, Trump ha sollecitato gli Stati europei, tra cui Italia e Germania, ad aumentare le spese militari, ricevendo sostegno da Conte, che ha dichiarato in una conferenza stampa alla Casa Bianca: "E' una spesa in se stessa molto sproporzionata. Sono posizioni del tutto ragionevoli di cui io personalmente tengo gran conto e anzi mi farò latore del fatto che siano comprese anche dagli altri."