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Politica

Camera deserta, Giorgetti sbotta: poi la maggioranza si ricompatta sul deficit

Camera deserta, Giorgetti sbotta in aula: la maggioranza si ricompatta sul deficit e approva lo scostamento di bilancio per 28,8 miliardi.

di Redazione ControPagina mercoledì 14 ottobre 2026 · ore 09:31
Camera deserta, Giorgetti sbotta: poi la maggioranza si ricompatta sul deficit
Illustrazione generata con intelligenza artificiale

Il 13 ottobre 2026, una scena quasi surreale si è consumata alla Camera dei deputati. Durante la discussione sul Documento programmatico di finanza pubblica, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è ritrovato di fronte a un’aula praticamente vuota: solo cinque deputati di maggioranza e appena due della Lega. Il tono del ministro è diventato subito più secco, segno di un fastidio palpabile per una partecipazione parlamentare che definire scarsa sarebbe un eufemismo.

Non era una semplice formalità. In quella sede si discuteva infatti dell’autorizzazione allo scostamento di bilancio, per il quale era necessaria una maggioranza assoluta: almeno 201 deputati. Un precedente poco favorevole pesava sul clima politico. Il 27 aprile 2023, infatti, il governo era andato sotto proprio su una richiesta analoga, fermandosi a 195 voti favorevoli. Questa volta, però, l’esecutivo ha evitato il tracollo: lo scostamento è stato approvato con 219 voti favorevoli alla Camera e successivamente dal Senato.

L’autorizzazione consente al governo di utilizzare la cosiddetta clausola di salvaguardia nazionale, nota come NEC. Si tratta di uno strumento previsto dal Patto di stabilità che permette agli Stati membri di indebitarsi fino all’1,5% del PIL per finanziare misure strutturali, in questo caso legate a energia e difesa. In concreto, l’esecutivo potrà spendere in deficit circa 28,8 miliardi nei prossimi due anni.

La ripartizione è esattamente a metà: 14,4 miliardi per l’energia e altrettanti per la difesa, con la stessa cifra divisa tra il 2027 e il 2028. La scelta arriva in un contesto economico tutt’altro che semplice, con le previsioni di crescita del PIL aggiornate all’1% per il 2026 e l’obiettivo dichiarato di mantenere il deficit sotto il 3% per la prima volta in sette anni.

Durante il suo intervento, Giorgetti ha insistito sul contesto di estrema incertezza in cui il governo si trova a operare. Il ministro ha parlato di un quadro internazionale segnato da sei mesi di conflitto nel Golfo Persico, che ha inevitabilmente influenzato l’economia globale. "In un contesto particolarmente complesso, in cui fare previsioni diventa sempre più complicato, così come i percorsi di finanza pubblica", ha dichiarato.

Le parole del ministro hanno posto l’accento sull’equilibrio necessario tra interventi emergenziali e sostenibilità dei conti pubblici. L’autorizzazione allo scostamento consente infatti di coprire gli aiuti contro l’aumento dei carburanti e, parallelamente, di gestire il deficit entro i parametri europei, evitando il rischio di una procedura per disavanzo eccessivo. Tutto questo si traduce in un approccio prudente: nessuna manovra espansiva, ma un tentativo di mantenere l’avanzo primario e la riduzione del rapporto debito/PIL.

In sintesi, la giornata del 13 ottobre ha messo in luce una duplice realtà: da un lato, una maggioranza capace di ricompattarsi in extremis per evitare un nuovo incidente parlamentare; dall’altro, un governo che deve fare i conti con un’aula spesso distratta e con un quadro economico internazionale sempre più incerto. Con la legge di Bilancio alle porte, la strada appare stretta e obbligata: prudenza, equilibrio e nessuna promessa di spesa fuori misura.

Fonti

RC
Firma Redazione ControPagina