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Agenda 2030, l’Italia è in ritardo: sei obiettivi su 17 peggiorano

L'Italia è in ritardo sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030, con sei obiettivi in peggioramento. Scopri le cause e le proposte per il cambiamento.

di Redazione ControPagina giovedì 29 ottobre 2026 · ore 14:01

L’Italia è in ritardo sul raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) dell’Agenda 2030 e la situazione, anziché migliorare, mostra segnali di peggioramento. È quanto emerge dal rapporto “Agenda per la prossima legislatura. E non solo”, realizzato dall’ASviS e presentato il 28 ottobre 2026 nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati a Roma. Un documento che fotografa lo stato dell’arte del Paese rispetto agli impegni internazionali assunti e che lancia un monito preciso: senza un cambio di passo, le conseguenze saranno pesanti soprattutto per le giovani generazioni.

Secondo il rapporto, nel 2025 l’indice che sintetizza la performance dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile è sostanzialmente fermo. Dei 17 Goal, sei registrano indicatori in peggioramento rispetto all’anno precedente, mentre a livello globale un terzo dei target dell’Agenda sono ormai considerati non raggiungibili. Una situazione che, secondo l’ASviS, impone un ripensamento profondo delle politiche pubbliche.

Alla base del rallentamento, spiega l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ci sono fattori strutturali di portata internazionale: guerre e tensioni geopolitiche, crisi climatica, investimenti insufficienti in istruzione e salute, inflazione legata al costo delle materie prime energetiche e crescita del debito dei Paesi in via di sviluppo. A questo si aggiunge, secondo il rapporto, un generale indebolimento della cooperazione internazionale, con l’Europa che avrebbe rallentato il proprio impegno verso l’Agenda 2030 anche a causa della pressione di forze populiste e nazionaliste.

Nel dettaglio, la quota di obiettivi considerati raggiungibili è scesa dal 53% al 47%, mentre è aumentata dal 10% al 32% quella degli obiettivi con andamenti contrastanti, ovvero per i quali le misure adottate non producono effetti chiari o sufficienti. Un segnale che, secondo l’ASviS, indica l’esaurimento della spinta propulsiva delle strategie adottate negli ultimi anni.

“Queste scelte stanno determinando una vera e propria regressione insostenibile per gran parte dell’umanità”, ha dichiarato il direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini, sottolineando come siano soprattutto le condizioni delle giovani generazioni a subire gli effetti di queste scelte.

Per invertire la rotta, l’ASviS propone modifiche profonde alle politiche pubbliche, superando l’approccio emergenziale e puntando su interventi strutturali che possano garantire una prospettiva di lungo periodo. Una strada che, secondo l’Alleanza, è ormai obbligata, anche alla luce delle responsabilità assunte dall’Italia sul piano internazionale.

Fonti

RC
Firma Redazione ControPagina